Sep 16 2008

Mamma…Quand’è che mi sono perso?

Aleph

lost_in_the_desert_by_shadylanephotography.jpg L’odore di vecchi mobili, una tv senza telecomando… Bisogna alzarsi per cambiare canale ed il click del bottone è talmente forte che sembra una colpo di frusta contro la televisione, quasi bisognasse addomesticarla come un animale feroce per farla obbedire. Mia mamma ha un grembiule rosa sbiadito con fiori bianchi e la luce del giorno la rende bella; quel lembo di stoffa rosa è il simbolo stesso della certezza di una vita serena; un sorriso aperto ed un po’ timido, l’abbraccio di un bambino che tiene strette due ginocchia, il premio di una mano dall’alto che gli accarezza la testa…

Mamma…quand’è che mi sono perso? Quand’è che ho smesso di sognare così forte che quando immaginavo di volare, fticavo a credere che fosse solamente un sogno; avrei voluto dire alla persona di fronte a me: “Ma l’ho fatto 2 minuti fa, te lo giuro! Mi stavo alzando in volo come un aquilone…”. Quando è scattato quel “click” nella mia vita? Deve essere stato come lo schiocco di frusta del pulsante della tv per  quello che è successo… eppure non l’ho sentito, non c’era rumore, non c’era dolore, solo silenzio e cambiamento impercettibile e lento ma inesorable.

Sono cambiate le cose, ne sono cambiate tante e cerco di mantenere la mente allenata nel ricordarle, nel ricostruirle in ordine cronologico, ma non è facile… Forse è proprio questo il punto in cui ti rendi conto che il tempo risulta essere solo una convenzione stabilita, non un valore assoluto e, di conseguenza, la stessa unità di misura utilizzata non rende i migliori risultati per lo scopo che si persegue.

E’ un viaggio, è il famoso “conosci se stesso dei greci”, credo sia un percorso obbligato; in fondo, cosa potrò pensare di me tra 50 anni se dovessi guardarmi allo specchio? Un uomo è obbligato ad impegnarsi per dare senso alla sua vita fino all’ultimo giorno, siamo fatti per grandi cose, non per essere trascinati in balia degli eventi.

Sono riuscito a ritrovarmi, almeno in parte; ho cancellato un po’ di quel senso di desolazione che ti porta a buttarti via senza che nemmeno tu te ne accorga e devo tutto questo ad una persona sola. Piano piano torno a riscoprire alcuni lati di me che credevo scomparsi, e mi piacciono e penso che forse non è tutto perduto, anzi! Mi sono chiesto spesso, anche in passato l’istante esatto in cui quel famoso “click” è scattato e soprattutto, il perchè sia successo, ora sto smettendo…Per la prima volta smetto di pormi quella domanda e vivo tutta la meraviglia che mi piove addosso ogni giorno.

A volte però, nel bel mezzo della notte, quando nemmeno il buio riesce a sentire i miei pensieri, apro gli occhi ed una frase mi rimbalza nella testa: “Mamma…Quand’è che mi sono perso?…Quand’è che ho smesso di volare?”


Aug 8 2008

Estate da bimbo

Aleph

estate.jpg Anche quest’anno l’estate è arrivata alle porte, anche quest’anno le vacanze cominciano ma, quest’anno, a differenza di altri, mi sembra di tornare un po’ bambino, sento i colori nell’aria, quel fermento e quell’agitazione che, da bambino, caratterizzava la partenza per destinazioni lontane. Sono felice, sono oltremodo felice perchè l’aria è frizzante e perchè al mio fianco non potrei avere miglior compagna di viaggio.
Sogno luoghi torridi, cicale e romanticismo, sogno musica lontana nell’aria calda del deserto, sogno odori di pelle al sole e di salsedine… Buone vacanze a tutti, vi lascio con una poesia di Edgar Lee Masters particolarmente adatta alla stagione ed al mio umore.

Dipold the optician

What do you see now?
Globes of red, yellow, purple.
Just a moment! And now?
My father and mother and sisters.
Yes! And now?
Knights at arms, beautiful women, kind faces.
Try this.
A field of grain—a city.
Very good! And now?
A young woman with angels bending over her.
A heavier lens! And now?
Many women with bright eyes and open lips.
Try this.
Just a goblet on a table.
Oh I see! Try this lens!
Just an open space—I see nothing in particular.
Well, now!
Pine trees, a lake, a summer sky.
That’s better. And now?
A book.
Read a page for me.
I can’t. My eyes are carried beyond the page.
Try this lens.
Depths of air.
Excellent! And now?
Light, just light, making everything below it a toy world.
Very well, we’ll make the glasses accordingly.